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Associazione Culturale "Fides et Ratio"

 

Il Coraggio di Educare
 

Questo il libro scelto dall'associazione per il secondo ciclo, del laboratorio di lettura.

L'impegno educativo oggi richiede un grande sforzo per individuare ciò che è veramente essenziale e per distinguerlo da ciò che non lo è. In questo senso la proposta del libro offre alla riflessione alcune idee orientative di fondo, che sottendono a loro volta una ben definita visione della persona, ispirata al Vangelo di Gesù Cristo, e che possono costituire un punto di riferimento al di là di ogni contrapposizione confessionale. Nato dall'esperienza di un "laboratorio pedagogico" fra varie realtà educative nella Diocesi di Palermo, questo libro si propone come stimolo e risorsa per dare vita a iniziative analoghe a quella che lo ha originato.

Recensione

In questo agile saggio Savagnone e Briguglia si rivolgono a tutti gli educatori, dai genitori agli insegnanti, alla comunità ecclesiale.

«Sì, educare è possibile - affermano - ma a certe condizioni, che riguardano soprattutto gli educatori. Le si potrebbe riassumere dicendo che educare si può se si rivalutano in famiglia, nella scuola e nella comunità quattro coordinate: l’essere, l’essere-da, l’essere-con e l’essere-per, e se in esse si riscopre, rispettivamente, il significato di un educare alla cura del “volto” (cioè della propria identità profonda), alla cura dell’origine, alla cura dell’altro, alla cura del senso e a quella di Dio».

Ne emerge un originale itinerario di riflessione e proposta che non perde mai di vista le questioni concrete (sia Savagnone sia Briguglia sono docenti nei licei statali).

E che, oltre a poggiare sull’esperienza in prima persona e su un’inappuntabile bibliografia filosofica e di settore, non si sottrae alle suggestioni e al confronto con la cultura contemporanea meno “accademica”, dalla potenza introspettiva di Georges Bernanos agli spaccati familiari del film American Beauty, dalle intuizioni di R. Pirsig ne Lo Zen e l’arte della manutenzione della motocicletta al romanzo La strada di Cormac McCarthy.

GLI AUTORI - Giuseppe SAVAGNONE e Alfio BRIGUGLIA, entrambi palermitani e nati nel 1944, insegnano rispettivamente Storia e filosofia e Matematica e fisica nei licei statali. Savagnone dirige il Centro diocesano per la Pastorale della cultura di Palermo ed è editorialista del quotidiano Avvenire; i suoi ultimi saggi pubblicati con la ELLEDICI sono Dibattito sulla laicità (2006) e Processo a Gesù (2007). Briguglia è, tra l’altro, supervisore e docente presso la Scuola interuniversitaria siciliana di specializzazione per l’insegnamento.


 

 

1 Marzo Incontro dibattito con Paolo Catalano
 

Associazione Culturale “Fides et Ratio”
Parrocchia Regina Paradisi
Roggiano Gravina


Domenica 1 marzo alle ore 18.00
presso la biblioteca comunale “A. Bruno” di Roggiano Gravina:

Incontro – Dibattito
Con Paolo Catalano autore del libro:

Viaggio nell’isola della Vita

PROGRAMMA

MODERA
Dott. Umberto Tarsitano
(Portavoce della Diocesi di San Marco Argentano - Scalea)

SALUTA ED INTRODUCE
Fausto Zicca
(Presidente associazione culturale Fides et Ratio)

DIBATTITO CON L’AUTORE

CONCLUDE
S.E. Mons. Domenico Crusco
(Vescovo della Diocesi di San Marco Argentano - Scalea)

 

I soci e tutti gli interessati all’iniziativa
sono invitati a partecipare

Il Presidente
Fausto Zicca

 

Presentato il Primo libro indicato per la lettura
 

L'editore Demetrio Guzzardi ha presentato ai soci il primo libro che il direttivo ha scelto per la tettura si tratta di "Viaggio nell'isola della vita di Paolo Catalano".

Il Prossimo incontro per il dibattito post- lettura è stato fissato per domenica 1 marzo alle ore 18.00
Chi non avesse ancora ricevuto il libro può rivolgersi all'ufficio parrocchiale.

Recensione del Libro di Filippo Todaro:

Fruttero, Bevilacqua, Veltroni, Ravera, Saviano, Hosseini, Pamuk, Muccino, Battaglia, Salvalaggio, Carofiglio, Veronesi, Buttafuoco… e Paolo Catalano. Sono in tutto 27 e sono i finalisti del premio letterario Città di Tropea. Il meglio degli attuali autori di narrativa si contenderanno l’ambito e prestigioso premio che si celebra nella calabrese “perla del Tirreno”. Colpisce la presenza di Paolo Catalano. E meraviglia anche un po’, abituati come siamo a non dare alcun peso alle cose di casa nostra e a sottovalutarle quasi sempre, sistematicamente, finché qualcuno, possibilmente da Roma in su, non le scopra e non le valorizza. Questa volta il merito della “attenzione” è toccato a Tropea, e meno male. La giuria della manifestazione letteraria della cittadina, nota soprattutto per il suo godibilissimo centro storico e per la sua cattedrale, oltre che per avere dato i natali a Pasquale Galluppi e per avere dato il via, per prima nella nostra regione, al turismo come industria e primaria attività economica, ha voluto accostare l’opera di Paolo Catalano a quella di illustri autori, molto famosi nel mondo, sicuramente avvezzi a riconoscimenti e premiazioni. “Il fatto ci inorgoglisce” – afferma il sindaco di Siderno. E non si può non essere d’accordo con lui. Paolo Catalano partecipa ad una sorta di “olimpiade” degli scrittori, dove è assai importante ed esclusivo esserci, al di là e ben al di sopra del risultato finale. La sua opera, l’ultima in ordine di tempo, “Viaggio nell’isola della vita”, è stata selezionata per essere accanto ad altre 26, di autori prestigiosissimi, e per contendersi il premio finale. Ma al di là di queste considerazioni, se volete anche scontate e, per certi versi anche ovvie, vista la circostanza la cui implicazione certo non sfugge a nessuno, mi va di fare alcune riflessioni ed esprimere delle opinioni. Credo che la selezione al Premio Tropea giunga in un momento particolare della vita dell’uomo, non dello scrittore, Paolo Catalano. Ma forse la precisazione è inopportuna, visto che “l’uomo”, con la sua vita, le sue riflessioni, le sue opinioni e la sua esperienza, genera “lo scrittore” che, in qualche modo, più meno velatamente, riproduce ciò che “l’uomo” detta. Il suo “Viaggio nell’isola della vita” è quindi autobiografico. Del resto lo stesso nome scelto per il protagonista, Cosimo Catafano, ci induce ad affermarlo, quasi ubbidendo, neanche tanto inconsciamente, ad una pudica, ma forte volontà dell’autore che, sicuramente non perché a corto di fantasia, si è “inventato” questo nome, dissimile dal suo solo per una consonante, per dirci che il protagonista è lui. E si tratta di un protagonista che ritiene di essere vicino alla conclusione della parabola della sua esistenza. Di un protagonista riflessivo ma “stanco”, quasi sul punto di abdicare per fare posto al nuovo che avanza, a chi ha “l’età giusta”, a chi potrà assistere da protagonista alle novità che la vita sempre riserva. Ma ha una forte speranza. “Cosimo Catafano ha un suo inferno che lo tormenta – dice Paolo Catalano – ma quell’inferno lascia spiragli, non brucia tutto con inesorabile brutalità, bensì riscalda, forse surriscalda, fatto è che la sua memoria, che forse non lo aiuta, o forse di lei e della sua assenza si fa scudo per non fare i conti con se stesso, fa un ultimo sforzo nel segno della vita”. E la selezione al Premio Tropea è il segno del riconoscimento di questo sforzo nel segno della vita, è la prova che sempre bisogna alimentare il fuoco che c’è dentro ognuno di noi, soprattutto per quelli di noi che sicuramente hanno girato la boa e sono già sulla via del ritorno.

 

Consigli di Lettura di Demetrio Guzzardi

11 “pezzi” da leggere per invogliare a conoscere il romanzo…

VIVERE IL VIAGGIO pp. 27-28
da «Che significa vivere il viaggio?»
all’ultimo rigo di pag. 28 SOLITUDINE.

LA MADRE E LA PESCA pp. 31-32
da SAI, MIA MADRE RIENTRAVA DAL MARE
MESSINA, PER NOI CHE AVEVAMO FAME. NON ERA GIUSTO».

PIETA’ POPOLARE – MISTERO DI SCILLA pp. 33-34
da «ECCO, IO HO SCELTO DI STUDIARE PER TOGLIERLA DAL
a pag. 34 LEI PERO’ NON POTEVA FARE QUESTO.

A VERONA CON LA CALABRIA IN TESTA pp. 40
da POI GLI VENNE IN MENTE LA SUA ADORATA BELLISSIMA
a CIAO O UN BUON GIORNO.

MARILENA NELLA GROTTA pp. 81-82
da QUANDO IL GIORNO LASCIO’ IL POSTO ALLA NOTTE, sullo
a pag. 82 ZIOSE, MESSAGGERE DI UNA FELICITA’ SENZA FINE.

L’ISOLA DI LOUTRO’ pp. 115-116
da SE CHIUDI APPENA GLI OCCHI PUOI SENTIRE GLI ECHI DI
a pag. 116 VA FINALMENTE D’AFFANNI.

COSIMO PARLA DI MARILENA pp. 122-123
da QUALCHE SETTIMANA FA È ARRIVATA UNA FAMIGLIOLA,
a pag. 123 NON MERITARLA.

LA MORTE DELLE ALICI pp. 163-164
da VIVO IN UNA DI QUELLE ISOLE DOVE NACQUE IL NUOVO
a pag. 164 TICARE LA MORTE. TUTTO SI RICOMPONE.

‘NDRANGHETA p. 186
da SAREMO VISSUTI SENZA DI LUI IN ATTESA DI AN
a PER LA VENDEMMIA E PER IL FRANTOIO.

SEMPRE PARTIRE pp. 194-195
da I TRENI PASSAVANO E C’ERA SEMPRE GENTE CHE PARTI
a pag. 196 E PERCHA’ ALLORA PRETENDI CHE IO LO SIA? PERCHE’?

POLSI pp. 216-217
da CHI POTEVA DIRE DI
a pag. 217 PERCHE’ ERA L’ASPROMONTE LA NOSTRA MONTAGNA

 

Prima Assemblea dell'associazione
 
In questo periodo di avvicinamento al natale, si è svolta la prima assemblea dell'associazione che ha visto all'ordine del giorno, lo svolgimento delle operazioni ordinarie per la costituzione della stessa. Dalle votazioni effettuate il sig. Fausto Zicca è stato eletto presidente con la maggioranza dei voti. Approvata senza modifiche sostanziali anche la bozza dello statuto. Il verbale dell'assemblea e lo statuto sono disponibili nella sezione "Documenti" di questa Pagina.

 

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