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L'editore Demetrio Guzzardi
ha presentato ai soci il primo libro che il direttivo
ha scelto per la tettura si tratta di "Viaggio
nell'isola della vita di Paolo Catalano".
Il Prossimo incontro per il dibattito post- lettura
è stato fissato per domenica 1 marzo
alle ore 18.00
Chi non avesse ancora ricevuto il libro può rivolgersi
all'ufficio parrocchiale.
Recensione del Libro di Filippo Todaro:
Fruttero, Bevilacqua, Veltroni, Ravera, Saviano, Hosseini,
Pamuk, Muccino, Battaglia, Salvalaggio, Carofiglio,
Veronesi, Buttafuoco… e Paolo Catalano. Sono in
tutto 27 e sono i finalisti del premio letterario Città
di Tropea. Il meglio degli attuali autori di narrativa
si contenderanno l’ambito e prestigioso premio
che si celebra nella calabrese “perla del Tirreno”.
Colpisce la presenza di Paolo Catalano. E meraviglia
anche un po’, abituati come siamo a non dare alcun
peso alle cose di casa nostra e a sottovalutarle quasi
sempre, sistematicamente, finché qualcuno, possibilmente
da Roma in su, non le scopra e non le valorizza. Questa
volta il merito della “attenzione” è
toccato a Tropea, e meno male. La giuria della manifestazione
letteraria della cittadina, nota soprattutto per il
suo godibilissimo centro storico e per la sua cattedrale,
oltre che per avere dato i natali a Pasquale Galluppi
e per avere dato il via, per prima nella nostra regione,
al turismo come industria e primaria attività
economica, ha voluto accostare l’opera di Paolo
Catalano a quella di illustri autori, molto famosi nel
mondo, sicuramente avvezzi a riconoscimenti e premiazioni.
“Il fatto ci inorgoglisce” – afferma
il sindaco di Siderno. E non si può non essere
d’accordo con lui. Paolo Catalano partecipa ad
una sorta di “olimpiade” degli scrittori,
dove è assai importante ed esclusivo esserci,
al di là e ben al di sopra del risultato finale.
La sua opera, l’ultima in ordine di tempo, “Viaggio
nell’isola della vita”, è stata selezionata
per essere accanto ad altre 26, di autori prestigiosissimi,
e per contendersi il premio finale. Ma al di là
di queste considerazioni, se volete anche scontate e,
per certi versi anche ovvie, vista la circostanza la
cui implicazione certo non sfugge a nessuno, mi va di
fare alcune riflessioni ed esprimere delle opinioni.
Credo che la selezione al Premio Tropea giunga in un
momento particolare della vita dell’uomo, non
dello scrittore, Paolo Catalano. Ma forse la precisazione
è inopportuna, visto che “l’uomo”,
con la sua vita, le sue riflessioni, le sue opinioni
e la sua esperienza, genera “lo scrittore”
che, in qualche modo, più meno velatamente, riproduce
ciò che “l’uomo” detta. Il
suo “Viaggio nell’isola della vita”
è quindi autobiografico. Del resto lo stesso
nome scelto per il protagonista, Cosimo Catafano, ci
induce ad affermarlo, quasi ubbidendo, neanche tanto
inconsciamente, ad una pudica, ma forte volontà
dell’autore che, sicuramente non perché
a corto di fantasia, si è “inventato”
questo nome, dissimile dal suo solo per una consonante,
per dirci che il protagonista è lui. E si tratta
di un protagonista che ritiene di essere vicino alla
conclusione della parabola della sua esistenza. Di un
protagonista riflessivo ma “stanco”, quasi
sul punto di abdicare per fare posto al nuovo che avanza,
a chi ha “l’età giusta”, a
chi potrà assistere da protagonista alle novità
che la vita sempre riserva. Ma ha una forte speranza.
“Cosimo Catafano ha un suo inferno che lo tormenta
– dice Paolo Catalano – ma quell’inferno
lascia spiragli, non brucia tutto con inesorabile brutalità,
bensì riscalda, forse surriscalda, fatto è
che la sua memoria, che forse non lo aiuta, o forse
di lei e della sua assenza si fa scudo per non fare
i conti con se stesso, fa un ultimo sforzo nel segno
della vita”. E la selezione al Premio Tropea è
il segno del riconoscimento di questo sforzo nel segno
della vita, è la prova che sempre bisogna alimentare
il fuoco che c’è dentro ognuno di noi,
soprattutto per quelli di noi che sicuramente hanno
girato la boa e sono già sulla via del ritorno.
Consigli di Lettura di Demetrio Guzzardi
11 “pezzi” da leggere per invogliare a
conoscere il romanzo…
VIVERE IL VIAGGIO pp. 27-28
da «Che significa vivere il viaggio?»
all’ultimo rigo di pag. 28 SOLITUDINE.
LA MADRE E LA PESCA pp. 31-32
da SAI, MIA MADRE RIENTRAVA DAL MARE
MESSINA, PER NOI CHE AVEVAMO FAME. NON ERA GIUSTO».
PIETA’ POPOLARE – MISTERO DI SCILLA
pp. 33-34
da «ECCO, IO HO SCELTO DI STUDIARE PER TOGLIERLA
DAL
a pag. 34 LEI PERO’ NON POTEVA FARE QUESTO.
A VERONA CON LA CALABRIA IN TESTA pp. 40
da POI GLI VENNE IN MENTE LA SUA ADORATA BELLISSIMA
a CIAO O UN BUON GIORNO.
MARILENA NELLA GROTTA pp. 81-82
da QUANDO IL GIORNO LASCIO’ IL POSTO
ALLA NOTTE, sullo
a pag. 82 ZIOSE, MESSAGGERE DI UNA FELICITA’ SENZA
FINE.
L’ISOLA DI LOUTRO’ pp. 115-116
da SE CHIUDI APPENA GLI OCCHI PUOI SENTIRE GLI ECHI
DI
a pag. 116 VA FINALMENTE D’AFFANNI.
COSIMO PARLA DI MARILENA pp. 122-123
da QUALCHE SETTIMANA FA È ARRIVATA UNA FAMIGLIOLA,
a pag. 123 NON MERITARLA.
LA MORTE DELLE ALICI pp. 163-164
da VIVO IN UNA DI QUELLE ISOLE DOVE NACQUE IL NUOVO
a pag. 164 TICARE LA MORTE. TUTTO SI RICOMPONE.
‘NDRANGHETA p. 186
da SAREMO VISSUTI SENZA DI LUI IN ATTESA DI AN
a PER LA VENDEMMIA E PER IL FRANTOIO.
SEMPRE PARTIRE pp. 194-195
da I TRENI PASSAVANO E C’ERA SEMPRE GENTE CHE
PARTI
a pag. 196 E PERCHA’ ALLORA PRETENDI CHE IO LO
SIA? PERCHE’?
POLSI pp. 216-217
da CHI POTEVA DIRE DI
a pag. 217 PERCHE’ ERA L’ASPROMONTE LA NOSTRA
MONTAGNA
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